Aprite librerie, non chiudete le menti!

Tra Gragnano e Castellammare di Stabia le librerie sono pochissime. Quelle esistenti combattono una battaglia impari, in un territorio segnato da degrado e abbandono. Eppure, le soluzioni non mancherebbero per incrementarne il numero. Dai finanziamenti europei per le librerie pubbliche ai bandi, tutti canali che potrebbero stimolare, il pubblico quanto il privato, l'apertura di librerie.

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- Articolo offerto da... -Pasta D'Aragona, Gragnano
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Ieri, avendo un po’ di tempo libero, mi sono messo a contare tutti i libri che ho.

Mentre procedevo con il conteggio pensavo al modo in cui mi sono procurato questi testi.

Se volessi fare delle percentuali, verrebbe fuori questo:

Pochissimi – circa l’1% – sono stati dei regali (ahimè!);
Il 20% è stato acquistato nelle normali librerie che ho visitato negli ultimi anni;
Il restante, la massima parte, comprato tutto sui canali on line.

Per uno come me che ha bisogno del contatto “fisico” con il libro, l’acquisto on line è a dir poco sconvolgente, se non addirittura contraddittorio.

Tuttavia, al di là delle indubbie comodità che un acquisto in rete comporta (su tutte, il fatto che basta un click per vedersi recapitati i libri che servono in tempi rapidi), la scelta di procurarmi questi testi, sfruttando il canale dei bookstore on line, è figlia di una necessità stringente.

Dove abito, tra Castellammare e Gragnano, esistono pochissime librerie.

Inoltre, per raggiungerle, spesso e volentieri bisogna affrontare una lunga ed estenuante maratona di traffico, smog e stress inenarrabile.

Dicevo, esistono pochissime librerie. Troppo poche per un’area che ingloba più di 100 mila abitanti.

Ho provato a chiedermi il perché di questa cosa.

Il primo motivo che mi è venuto in mente è la mancanza di spazio.

Nelle realtà in cui vivo non esiste, e nemmeno è stato previsto a dire il vero, un luogo fisico – quindi dotato di anima e corpo – dedicato ai libri, alla loro vendita e consultazione.

Il secondo, più evidente del primo, è che investire in cultura non rappresenta una priorità.

Uno degli effetti più devastanti di questo tipo di scelte, assolutamente non strategiche, è avere sempre meno teste pensanti. È indubbio infatti che l’esercizio del pensiero viene dalla lettura. Dai libri, dallo sviluppo del linguaggio, della lingua e dalle molteplici attività correlate alla lettura.

Senza pontificare o fare sermoni, è evidente che una comunità dove manca il pensiero, specialmente quello critico, non è destinata a vivere a lungo.

Da questo punto di vista, per limitarci alle realtà di Gragnano e Castellammare che ho preso in considerazione, il degrado imperante ha una delle sue radici più robuste proprio in questa mancanza di pensiero.

Le poche librerie resistono stoicamente. E lo fanno promuovendo libri, facendo pubblicità e campagne di sensibilizzazione. Parimenti, anche le scuole invogliano alla lettura, invitano scrittori e sollecitano i ragazzi a non perdere di vista la lettura.

Si tratta di semi che non vanno assolutamente dispersi. Un po’ come una fiammella costretta a resistere agli affronti del vento.

Inevitabilmente, la palla passa ai nostri amministratori.

Ai quali sento di dire una cosa sola: fate tutto ciò che è in vostro potere per aprire librerie, magari con progetti ad hoc e con finanziamenti europei.

Qualsiasi strada è percorribile, purché animata da spirito di volontà e voglia di fare.

In ballo c’è il Futuro. Il Nostro Futuro. Senza se e senza ma.

 

 

1 COMMENTO

  1. Anche a me piace toccare i libri, respirare l’odore della carta appena stampata, ma dovremmo abituarci a perdere queste sensazioni. Nell’era digitale una bella stangata l’hanno beccata anche gli editori e i quotidiani. Ormai vedo acquistare anche l’insalata on line, tutto ciò non fa altro che ammazzare il commercio. Oggi le attività commerciali, almeno quelle vere, stanno scomparendo. Non solo librerie, negozi di abbigliamento, oggettistica, ecc… Questo purtroppo è il prodotto della globalizzazione e dell’era digitale. Girando per l’Italia ho verificato che la situazione non va meglio nemmeno nelle città turistiche. Infatti, le attività o sono gestite da extracomunitari o sono definitivamente chiuse. Sarà anche colpa delle tasse? Della concorrenza sleale? Io sono un po all’antica, mi piace girare nei centri storici alla ricerca di stampe antiche e di qualche bel libro sull’archeologia o la storia di Roma. Mi rincuoro quando entro nella libreria Mondadori di Castellammare e vedo giovani e anziani che ancora cercano libri, magari per qualche regalo. Sono convinto che ci sarà un ritorno alla carta stampata.

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