Le mura di Stabiae: le testimonianze dalla collina di Varano

In più punti del pianoro di Varano, i terrazzamenti ad arcate sono stati interpretati come parte di un sistema di discese verso il mare delle antiche ville d'otium. Tuttavia, confronti incrociati tra gli elementi eterogenei emersi a Stabiae, unitamente a riscontri con il mondo preromano, sannitico in particolare, consentono di ipotizzare l'esistenza di una vera e propria cinta muraria, parte di un ingegnoso sistema difensivo a protezione dell'oppidum presillano.

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Stabiae, terrazza ad arcate di Villa Arianna.
Stabiae, terrazza ad arcate di Villa Arianna.
- Articolo offerto da... -Pasta D'Aragona, Gragnano
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Nella parte settentrionale di Villa Arianna, dove si aprono gli ambienti vista mare della residenza, si trovano i resti di una struttura molto particolare.

Si tratta di un criptoportico di cui resta un sistema a sei arcate cieche, sormontato da una balaustra, culminante in una serie di sette pinnacoli, di cui solo uno risulta danneggiato, di forma tronco piramidale.

Questa struttura è stata interpretata da molti studiosi come una basis villae, ovvero una terrazza artificiale sul ciglio della collina di Varano disposta a sostegno del complesso soprastante.

A sottolineare l’aspetto funzionale di questo elemento architettonico concorrono alcuni elementi:

  1. la mancanza assoluta, rispetto ad altre parti di Villa Arianna, di una parte decorativa, fatta eccezione delle paraste alternate alle arcate;
  2. le arcate murate all’interno;
  3. la scelta di pinnacoli a tronco di piramide per la composizione della balaustra.

Tuttavia, nello studio di questa struttura alcuni aspetti sono stati trascurati. Se si presta attenzione alle arcate di Villa Arianna, infatti, ci si accorge che il quinto arco a partire da est presenta un’apertura a cunicolo con base pavimentale leggermente franata.

Collettore fognario di villa Arianna
Stabiae, cunicolo con resti di collettore fognario, Villa Arianna.

L’apertura, a volta, prosegue nella cavità sotterranea della collina. A poca distanza, inoltre, è possibile individuare la galleria che attraversa Villa Arianna verso il quartiere termale.

Presa d'aria, Villa Arianna
Stabiae, presa d’aria, Villa Arianna.

Detta galleria è munita di una presa d’aria di forma quadrata, incorniciata da mezzi pilastrini in laterizio, e una rampa coperta che prosegue in direzione dei terrazzamenti.

Rampa particolare della Villa Arianna
Stabiae, rampa da Villa Arianna, particolare.

Oltre alla connessione tra la basis villae e la parte alta di Villa Arianna, va segnalata sul costone la presenza di ulteriori elementi. A qualche metro di distanza dal sistema ad arcate, infatti, si trova, incastonata nella parete di roccia tufacea, una piccola arcata a tutto sesto.

Terrazza con postierla
Villa Arianna, terrazza con postierla.

Essa sembra essere molto simile a una porta o, per meglio dire, a una postierla, ovvero una piccola porta d’accesso ai camminamenti di ronda.

Postierla di Villa Arianna
Villa Arianna, postierla, particolare.

È opinione ormai diffusa che le strutture presenti lungo la basis villae, arcate e rampe, siano da intendersi come le testimonianze più evidenti di quelle grandiose discese panoramiche con le quali le ville d’otium erano collegate al mare.

Tuttavia, a contrastare quest’immagine, oleografica quanto quella che vuole il sito di Stabiae popolato solo da ville d’otium, concorrono alcuni dettagli di non secondaria importanza.

Castellammare di Stabia, costruzioni di villa Arianna con in basso ingresso Grotta San Biagio, foto tratta da "Studi stabiani in memoria di Catello Salvati" a cura di Giuseppe D'Angelo, Antonino di Vuolo e Antonio Ferrara, pag. 58, Longobardi editore 2002.
Castellammare di Stabia, costruzioni di villa Arianna con in basso ingresso Grotta San Biagio, foto tratta da “Studi stabiani in memoria di Catello Salvati” a cura di Giuseppe D’Angelo, Antonino di Vuolo e Antonio Ferrara, pag. 58, Longobardi editore 2002.

Il primo, riguarda la distanza. Il pianoro di Varano, infatti, sorgeva in antico a circa 55 metri sopra il livello del mare. Un’altezza che ben poco si concilierebbe con l’idea di una passeggiata verso il mare, dal momento che essa risulterebbe alquanto disagevole.

Bisogna inoltre considerare che questi camminamenti presentano spazi stretti e angusti e quindi poco adatti ad assolvere il ruolo di calate verso la spiaggia.

È evidente, a questo punto, che la funzione di arcate, rampe e camminamenti rintracciabili lungo il pianoro di Varano dovesse essere un’altra.

Prima di parlarne, però, occorre sottolineare che le strutture di Villa Arianna non sono le uniche presenti sul pianoro di Varano.

Un’altra è visibile dalle palazzine di via Cicerone ed è situata a a circa 250 metri da Villa Arianna e a 400 metri da Villa San Marco, pertinente alla cosiddetta Villa del Pastore.

Castellammare di Stabia, zona Cicerone, sostruzioni con arcate.
Castellammare di Stabia, zona Cicerone, sostruzioni con arcate.

Anche a via Cicerone si riscontra la stessa identica disposizione di Villa Arianna. Quattro arcate cieche inquadrate in un terrazzamento.

In questo quadro, ora, è opportuno inserire alcune delle strutture più sorprendenti mai rinvenute nel territorio di Stabiae.

Anche in questo caso, bisogna precisare che si tratta di costruzioni di cui la storiografia locale aveva già testimoniato l’esistenza.

Si tratta, in particolare, di almeno due ingressi di gallerie, che partendo dalla base del pianoro di Varano, arrivano fino alla sommità della collina, collegandosi al sistema di cunicoli e rampe di cui abbiamo parlato in precedenza.

La testimonianza più vivida di questo reticolo di tunnel sotterranei, che attraversava l’antica città di Stabiae da una parte all’altra, è quella dello storico Catello Parisi che nel suo “Cenno storico-descrittivo della città di Castellammare di Stabia” del 1842 ci offre una descrizione di queste gallerie, finora mai tenuta in considerazione dagli studiosi.

Ecco, in proposito, le parole di Parisi:

Quivi (Grotta San Biagio) i superstizioni gentili l’oracolo (il riferimento è al culto di Plutone) vi consultavano dello infernale Nume, e per altra via sotterranea uscivan quindi, la di cui porta verso il Ponte di San Marco sporgeva. [—] Gli oracoli in versi eran resi, e dalla voce CARMEN, Verso, il nome tuttora di Carmiano conserva il luogo ove la porta di uscita metteva“.

Si tratta di una testimonianza decisiva. Anzitutto, Parisi ci informa dell’esistenza di un tempio di Plutone e di due cunicoli sotterranei che partivano da Grotta San Biagio in direzione, sia d’entrata che d’uscita, di Ponte San Marco (in territorio di Castellammare) e Carmiano, in territorio di Gragnano.

A riprova dell’attendibilità dello storico, è il riferimento ad una fontana rintracciata dal Parisi poco sopra Grotta San Biagio e che potrebbe coincidere con la stessa individuata dalla Soprintendenza nel corso di alcuni scavi condotti nella zona.

Il riferimento a Carmiano, inoltre, consente di estendere l’area di riferimento dell’oppidum stabiano anche alla zona bassa di Gragnano.

Se al racconto dello storico Parisi aggiungiamo l’esistenza di un’altra galleria, documentata in un’aerofogrammetria del 1959 nel punto più occidentale della collina di Varano (inizio viale Europa di fronte all’Hotel Palma), avremmo un ulteriore riscontro di queste gallerie che partendo dalla base del pianoro arrivavano fino alla parte alta della città antica, seguendo un percorso tracciato alla perfezione dai progettisti antichi.

Castellammare di Stabia, aereofogrammetria, cerchiato in rosso il cunicolo di Viale Europa.
Castellammare di Stabia, aereofogrammetria, cerchiato in rosso il cunicolo di Viale Europa.

Allo stesso tempo, la trama di queste gallerie sotterranee richiede la necessità di effettuare mirati sopralluoghi allo scopo di ricostruirne l’andamento e l’effettiva estensione.

A questo punto, appare evidente che il complesso sistema di arcate, cunicoli, postierle, rampe e gallerie sotterranee rintracciato lungo il ciglio della collina di Varano risponda ben poco alle esigenze di una camminata vista mare.

Al contrario, esso sembra dar forma, sotto ai nostri occhi, a un ingegnoso sistema di difesa dell’oppidum con vie di fuga in caso di attacco nemico, protette sia verso il mare che in direzione della collina.

Tale sistema difensivo trova inoltre precisi riscontri.

In primo luogo, nel mondo delle fortificazioni sannitiche, nel quale la difesa dell’insediamento era assicurata dalla costruzione di un fortilizio (l’oppidum nel caso di Stabiae), e soprattutto dalla realizzazione di gradoni terrazzati, disposti su varie quote, a protezione della cittadella.

Un ulteriore punto di contatto con l’ambiente sannitico ci viene offerto inoltre dalla vicina Pompeii.

Al IV sec. a.C., infatti, all’interno delle mura cittadine, in coincidenza con la creazione del reticolo urbanistico, vengono ricavate porte e postierle e soprattutto costruito un camminamento di ronda nel punto più alto delle mura.

L’età sannitica è dunque per Stabiae una fase cruciale.

Non solo perché viene dato avvio alla costruzione dell’oppidum, la cui estensione doveva svolgersi lungo la direttrice Viale Europa-Grotta San Biagio-Ponte San Marco-Carmiano-Privati, ma è anche il periodo in cui viene realizzata la cortina muraria con una lunghezza complessiva, almeno tra viale Europa e Ponte San Marco, stimabile in 1,5 km.

Dopo la Guerra Sociale e l’assedio di Silla, seguendo il caso analogo di Pompeii, le mura non vengono abbattute o distrutte come si è avuto modo di vedere dalla rilettura del passo pliniano.

La cinta muraria viene semplicemente dismessa, svuotata insieme all’oppidum sannitico delle sue funzioni difensive e militari, e a cavallo di essa, nei punti più panoramici della collina di Varano, verranno costruite, quali avamposti della nuova città romana, le lussuose ville d’otium di Stabiae.

Angelo Mascolo
Massimo Santaniello
Stefano Santaniello

 

11 COMMENTI

  1. Ich lese mit großem Interesse diese Veröffentlichungen, nicht nur weil es mich interessiert, sondern weil ich genau in dieser Zone von Varano seit 12 Jahren wohne. Vielleicht war ich schon öfter in der Villa Arianna und der Villa San Marco, als manch Einheimischer, der Zeit seines Lebens hier oder nicht weit von hier wohnt. Ich konnte noch nie verstehen, warum diese Zone mit Kaiservillen immer oberflächlich betrachtet und nur beiläufig erwähnt wurde. Zu meiner großen Freude habe ich jetzt entdeckt, obwohl ich kein Experte bin, dass es jemanden gibt, der genauer hinsieht, aufgrund bekannter wissenschaftlicher Fakten anders liest, interpretiert und zu neuen fundierten Schlussfolgerungen, vielleicht der wahren Geschichte Stabiaes, kommt.

  2. Ho letto queste pubblicazioni con grande interesse, non solo perché sono un appassionato, ma perché vivo proprio in questa zona di Varano da 12 anni. Forse sono stato più spesso in Villa Arianna e Villa San Marco, rispetto ad altri che per tutta la loro vita vivono qui o neanche troppo lontano da qui. Non potrei mai capire perché dettagli così importanti di questa zona, con la presenza di ville imperiali, sono stati interpretati superficialmente e menzionati solo per caso. Ho scoperto con grande gioia, anche non essendo un esperto, che ci sia qualcuno a guardare più da vicino e di approdare a nuove conclusioni sulla base di dati scientifici – forse la vera storia di Stabiae.

    • Buonasera sig. Murmann,

      la ringrazio per il suo commento. Il suo parere e insieme quello di molti altri dà forza ed entusiasmo al nostro progetto di portare alla luce la bellezza e le meraviglie di Stabiae. Ponendo l’attenzione sugli aspetti che sino ad oggi non sono stati mai raccontati o quanto meno non messi nella stessa luce.

      Un cordiale saluto,
      Angelo Mascolo

  3. sono veramente sorpreso ,meravigliato di quante cose belle ,di cui non conosciamo l’ esistenza sulla nostra splendida citta ‘.
    Spero che tutto questo possa essere preso in considerazione da qualche ente ,(anche privato) che possa valorizzare e dare la spinta di rinascita alla nostra bella citta ,che ormai da tempo versa in condizioni davvero critiche per non dir peggio .
    Forza stabiae

    • buonasera Giuseppe,

      in effetti a Stabiae c’è ancora tanto da scoprire. Noi mettiamo dentro il nostro impegno sperando che chi di dovere, a più livelli, faccia lo stesso.

      Un cordiale saluto,

      Angelo Mascolo

  4. Ho letto con interesse questa ricerca sicuramente frutto di un lungo e appassionato lavoro archeologico, destinato a farci rivedere molte conoscenze consolidate sulla Stabia del passato.
    Bene, la strada è tracciata, bisogna continuare. Attendo altre notizie.

    • buongiorno Antonio,
      grazie per le le tue parole.
      Purtroppo le conoscenze consolidate richiedono molto tempo per essere riviste.
      Per parte nostra, continueremo su questa strada.
      Un saluto,
      Angelo

  5. Questo è un progetto che assolutamente non deve soffermarsi in breve tempo ma bensì bisogna approfondire. Il territorio di “Stabiae” è ancora un territorio che è stato poco scoperto. Spero che tutto questo “poco” possa essere preso in considerazione da qualche Ente per poter dare anche una mano a Voi ed approfondire approfondire e andare avanti. Bisogna far emergere dal sottosuolo le ricchezze di Stabiae che sono ancora sommerse. Così facendo si approfondirà la conoscenza del nostro bellissimo territorio. Concludendo poi con il ritorno del turismo a Castellammare di Stabia. Ce la possiamo fare. Complimenti, Giovanni Testorio.

    • buonasera sig. Testorio,
      grazie per le sue parole. Il nostro intento è proprio quello che lei ha descritto.
      Riportare l’attenzione sulle bellezze e le potenzialità infinite di Stabiae e del suo splendido sito archeologico.
      Un caro saluto,
      Angelo Mascolo

  6. Bella ricostruzione, abbiamo bisogno di giovani che portino una ventata di freschezza e la passione per le arti. Ti ringrazio per l’impegno che stai dimostrando nello scoprire il passato Stabiano . Ti Auguro di continuare su questa strada…siamo stufi di persone incompetenti e presuntuose che pensiamo solo ad arricchire le loro tasche e non il patrimonio delle ns terre. Saluti Raffaele De Gennaro.

    • buongiorno Raffaele,
      grazie mille per il tuo commento. La speranza è quella di continuare, sempre, su questa strada appena tracciata.
      Un caro saluto,
      AM

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