Il custode della cultura ellenica: il teatro di Neapolis

L'antico teatro di Neapolis è una delle meraviglie nascoste di Napoli. Simbolo non solo della presenza romana nella città partenopea, ma allo stesso tempo cuore pulsante dell'integrazione delle diverse culture mediterranee, testimoniata, tra le altre, dalla presenza di mercanti alessandrini nel vicino quartiere di piazzetta Nilo.

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Cavea dell'antico teatro romano di Neapolis.
Cavea dell'antico teatro romano di Neapolis.
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Nel cuore del centro storico di Napoli, presso il decumano superiore di via Anticaglia, sorge una vera e propria rarità del nostro patrimonio archeologico: il teatro dell’antica città di Neapolis.

Risalente all’età romana, la struttura presenta la forma semicircolare caratteristica del teatro greco. L’accesso principale al teatro, coincidente con la parte visitabile del sito, avviene tramite una botola in un basso di vico Cinquesanti, che immette nella zona est del teatro, nella zona corrispondente in antico al proskenion o proescaenium. La cavea, con una capienza oscillante tra i 5000 e i 6000 posti circa, mostra in alcuni tratti ancora i marmi di rivestimento delle gradinate e alcuni vomitoria (i corridoio di afflusso e deflusso degli spettatori).

Come riferisce Caio Svetonio, il teatro fu una delle eccellenze della Neapolis romana, tanto che, secondo lo storico, Ottaviano Augusto lo definì custode della cultura ellenica.

Tuttavia, la fama di questo meraviglioso teatro è legata ai leggendari certami canori tenuti dall’imperatore Nerone. Negli Annales di Tacito, ma soprattutto nel De vita Caesarum di Svetonio, si racconta che Nerone debuttò con la sua tournée “d’artista” proprio a Neapolis. Una prima che coincise, raccontano le fonti, con un violento terremoto. Benché atterriti dalla paura, gli spettatori furono costretti a rimanere nella cavea e ad applaudire alla performance dell’imperatore. Inoltre, le esibizioni neroniane, oltre che dalla bassa qualità artistica, erano contraddistinte, stando al racconto che ce ne offre lo stesso Svetonio, dalla presenza di vere e proprio claque ingaggiate ad hoc dall’imperatore.

Dopo l’uccisione di Nerone e l’inizio dell’epoca flavia, il teatro venne ristrutturato assumendo quella forma che è attualmente ancora visibile.

Con la fine dell’Impero romano, e dunque anche degli spettacoli teatrali (munera), la struttura venne abbandonata. Adoperato prima come necropoli, intorno al VII secolo, poi come discarica e infine, tra il XV e il XVII secolo, la struttura è stata coperta dalla costruzione di vari edifici.

Il teatro di Neapolis è sopravvissuto, quale straordinario palinsesto di una cultura millenaria, nel ventre della città di Napoli che continua ancora oggi a diffondere le proprie radici al mondo intero.

 

 

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